Le componenti psicologiche di un atleta di alto livello
Buon inizio settimana a tutti/e. Oggi vogliamo parlare(anche se l’argomento è molto vasto e ancora oggi soggetto a studi)delle componenti psicologiche e abilità di un atleta professionista. Queste abilità completano e ottimizzano il lavoro che gli istruttori/maestri/preparatori atletici svolgono sul campo. Innanzi tutto devono essere considerati due importanti aspetti :
1)l’atleta deve essere a conoscenza della necessità di possedere queste componenti per raggiungere grandi risultati
2)così come tutte le abilità, anche quelle psicologiche, devono essere allenate e programmate adeguatamente.
Identifichiamo( a nostro modo di vedere) come talento solo coloro che conseguono effettivamente risultati elevati e non coloro che ,inizialmente, sembrano dotati, ma poi, per una varietà di ragioni, non arrivano ad esprimere pienamente le proprie potenzialità. La principale difficoltà di identificare il talento nasce soprattutto dal fatto che la prestazione sportiva più semplice non è mai davvero semplice. Qualunque sia lo sport praticato non è possibile limitare il talento al semplice possesso di caratteristiche biologiche vantaggiose. La trasformazione del talento/potenziale in talento attuale implica certamente almeno altri due livelli di requisiti:fattori psicologici e caratteriali(personalità, controllo emotivo, continuo supporto interno alla motivazione)
-AUTOCONSAPEVOLEZZA “La consapevolezza di sé è la cosa più importante per chi vuole diventare un campione”
-STIMA DI SE’ “Quando gareggi esponi davvero la tua anima.”
-VULNERABILITA’ DEL SE’ Può essere definita come il concetto di sé in condizione di stress. E’ una modalità assai utile per comprendere il comportamento e l’atteggiamento degli atleti quando il percorso si fa più difficile.
-LOCUS OF CONTROL (ATTRIBUZIONE DI CAUSALITA’) E’ possibile individuare due tipologie opposte di soggetti: quelli definiti come Dame e quelli definiti come Pedine. I primi si percepiscono come causa dei propri comportamenti, Le pedine si ritengono mosse da altri, destinate all’insuccesso e prive di controllo sugli avvenimenti.
-MONITORARE LE SENSAZIONI Sembra scontato affermare che l’emotività dell’atleta influenza la prestazione, sia in allenamento che in gara.
-PENSARE POSITIVO (SELF TALK) “ un guerriero crede, perchè crede anche nei miracoli, e cosi i miracoli iniziano ad accadere.
-LA CONCENTRAZIONE La capacità di controllare i processi motori e di pensiero e di dirigere e mantenere l’attenzione su di un compito per una corretta esecuzione.
-LA GESTIONE DELLO STRESS Il termine stress è generalmente impiegato in riferimento a fattori che suscitano reazioni soggettive di ansia o tensione; stimoli stressanti (stressor) producono risposte a livello fisiologico, comportamentale e cognitivo.
-IL GOAL SETTING La formulazione di obiettivi, o goal setting, rappresenta un momento fondamentale di ogni programmazione.
In conclusione e di maggior importanza, per essere atleti di alto livello bisogna allenarsi con metodo, allenarsi con costanza, allenarsi con un sogno, allenarsi con un obiettivo. Poi bisogna allenarsi, allenarsi e infine ancora allenarsi.
Gli articoli sul blog vengono pubblicati ogni lunedì, grazie e buona settimana
