STRETCHING, PRE ALLENAMENTO, PRE GARA
Buongiorno, oggi visto le solite domande che giustamente i neofiti rivolgono all’ istruttore, volevamo fare chiarezza sullo svolgimento di una parte importante nella seduta di allenamento. Lo stretching.
Innanzitutto occorre fare una distinzione doverosa tra flessibilità muscolo- articolare ed elasticità, spesso considerate uguali.
Per flessibilità muscolo articolare si intende la capacita di movimento del muscolo e/o di un articolazione nell’ambito della loro totale estensione del movimento.
L’ elasticità è definibile come la proprietà di un corpo, che subisce una deformazione causata da una forza esterna, di riprendere almeno parzialmente il volume iniziale.
Lo stretching tradizionale non è indicato nelle fasi di attivazione degli sport di potenza e velocità.
Gli studi sono concordi nel sottolineare l’ effetto negativo generale sulla velocità e sulla forza dello stretching tradizionale eseguiti durante il riscaldamento che precede una competizione o duro allenamento.
Ci riferiamo allo stretching passivo, cioè lo stretching effettuato con l ‘aiuto di un compagno, o di resistenza esterna.
Non si vuole demonizzare lo stretching tradizionale ma pensiamo sia una perdita di tempo inserirlo nella prima fase di allenamento o prima di una competizione , anche perché, il più delle volte viene svolto in maniera sbagliata. Tutto ciò risulta perfino dannoso ai fini della perfomance.
Diverso è lo stretching dinamico che prende in considerazione tutti i movimenti che si andranno a fare durante l’ allenamento o la competizione, sollecitando le strutture anatomiche maggiormente stimolate dall’ atleta durante la perfomance.
A nostro modo di vedere, in una seduta di allenamento, nella prima parte si svolge un lavoro aerobico, seguito da stretching dinamico.
Successivamente si inizia il lavoro programmato, cioè l’ obiettivo dell’ allenamento.
Buon inizio settimana:)
